Il presidente della Regione Istriana Miletić: Le razze autoctone sono il fondamento dell’identità e della resilienza dell’Istria

Il presidente della Regione Istriana Miletić:  Le razze autoctone sono il fondamento dell’identità e della resilienza dell’Istria

Organizzata dall’Agenzia per lo sviluppo rurale dell’Istria (AZRRI) e dal quotidiano Jutarnji list, si è svolta oggi presso la Dieta istriana di Parenzo una conferenza dedicata alle razze autoctone istriane, che ha riunito numerosi esperti, rappresentanti delle istituzioni e dell’economia con l’obiettivo di rafforzare la tutela e la valorizzazione commerciale delle razze originarie.  Alla conferenza hanno partecipato il vicepresidente del Governo e ministro dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca della Repubblica di Croazia David Vlajčić, il presidente della Regione Istriana Boris Miletić, il sindaco di Parenzo Loris Peršurić e, a nome degli organizzatori, il direttore dell’Agenzia per lo sviluppo rurale dell’Istria Igor Merlić e il direttore responsabile del Jutarnji list Goran Ogurlić.

Nel suo discorso di apertura, il presidente Miletić ha sottolineato come il tema delle razze autoctone colleghi la tradizione e l’identità istriana con le sfide dello sviluppo contemporaneo, soprattutto nel contesto della sostenibilità e della resilienza, evidenziando che l’Istria negli ultimi anni ha compiuto significativi progressi nella loro tutela.

Ha posto particolare attenzione sull’esempio del bovino istriano (boškarin), la cui popolazione oggi è stabilizzata e non rientra più nella categoria delle razze minacciate, contando circa 2.500 capi, risultato di anni di lavoro e dedizione degli allevatori.

“Il tema di oggi è estremamente importante perché unisce la nostra tradizione e identità, ma riflette anche sulla sostenibilità e su come preservare e migliorare tutto questo.  Abbiamo compiuto grandi progressi e oggi possiamo dire che il bovino istriano (boškarin) non è più una razza minacciata.  Oltre all’entusiasmo e all’amore, sono necessari anche modelli economici sostenibili, perché solo così possiamo garantire il futuro del settore”, ha dichiarato il Presidente della Regione.

Parlando dello sviluppo delle aree rurali, ha evidenziato che l’obiettivo era preservare la popolazione e la vita nei villaggi, che oggi stanno tornando ad acquisire valore, ma che richiedono ancora ulteriori progressi, soprattutto per quanto riguarda l’accesso ai terreni agricoli.

“Senza terra non c’è produzione alimentare e senza produzione non c’è allevamento sostenibile. Abbiamo persone, soprattutto giovani, che desiderano lavorare e restare nelle campagne, ma l’accesso alla terra è fondamentale. Per questo è importante trovare modelli più flessibili affinché i terreni statali abbandonati vengano rimessi in funzione”, ha sottolineato Miletić, aggiungendo di credere che la conferenza porterà soluzioni concrete e contribuirà ulteriormente allo sviluppo del settore, ribadendo l’importanza dell’azione congiunta di tutti gli attori coinvolti.

“Credo che con un approccio comune possiamo essere ancora migliori e più resilienti”, ha concluso il Presidente della Regione.

Il vicepresidente del Governo e ministro dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca della Repubblica di Croazia David Vlajčić ha sottolineato che la conferenza ha un valore particolare perché pone l’attenzione sui risultati concreti.  Ha evidenziato come le razze autoctone istriane – il bovino istriano, la pecora istriana, la capra istriana e l’asino istriano – siano profondamente radicate nell’identità dell’Istria e rappresentino un valore unico impossibile da imitare.

Ha avvertito che preservare queste razze significa preservare la tradizione, ma anche creare le basi per lo sviluppo futuro, definendo le razze autoctone una sorta di ponte tra passato, presente e futuro.  Parlando di dati concreti, ha ricordato che negli ultimi quattro anni sono stati registrati progressi positivi per il bovino istriano e l’asino, le cui popolazioni sono aumentate tra il 40 e il 60 per cento, mentre la pecora istriana affronta un calo del numero di allevatori, oggi ridotti a soli 11, mettendo così in discussione anche il futuro della produzione del formaggio ovino istriano. La capra istriana, ha aggiunto, si trova nella categoria più minacciata secondo gli standard FAO, con appena nove allevatori.

Ha sottolineato che i sostegni statali sono indispensabili per la conservazione delle risorse genetiche e che dal 2021 al 2026 sono stati erogati oltre mezzo milione di euro a tale scopo, mentre è già in corso un nuovo ciclo di investimenti del valore superiore a 240.000 euro.  Tuttavia, ha ribadito che i finanziamenti da soli non bastano: è fondamentale collegare l’allevamento con la produzione e il turismo, settori nei quali l’Istria è tra le regioni leader della Croazia.

Ha ricordato inoltre che oggi la Croazia conta 52 prodotti con marchi di qualità protetta, tra i quali l’Istria si distingue con il prosciutto istriano, l’olio d’oliva, il bovino istriano e il formaggio ovino, mentre presto si prevede l’ampliamento di questa lista con nuovi prodotti autoctoni.  In conclusione ha affermato che attraverso un adeguato branding e la valorizzazione dei prodotti autoctoni si può garantire la loro sostenibilità a lungo termine, sottolineando che “il branding dell’Istria inizia in realtà nei pascoli” e che senza gli allevatori e la loro dedizione non esisterebbero né prodotti né identità.

Il direttore dell’AZRRI Merlić ha evidenziato che l’allevamento, in particolare quello di pecore e capre, deve restare parte integrante della vita nelle aree rurali, attraverso l’applicazione di tecnologie moderne ma anche la conservazione dei metodi tradizionali di utilizzo del territorio. Tale approccio, ha spiegato, contribuisce non solo alla produzione, ma anche alla conservazione del paesaggio, della biodiversità e della struttura sociale dei villaggi.
Ha sottolineato in particolare il ruolo multifunzionale del pascolo, dalla prevenzione dell’abbandono dei terreni e della crescita incontrollata della vegetazione, alla riduzione del rischio di incendi, fino alla tutela degli ecosistemi e della stabilità delle comunità rurali.

Parlando dell’importanza della conservazione delle razze, ha avvertito che la loro perdita rappresenterebbe anche una perdita irreversibile di risorse genetiche. In conclusione ha ribadito che il ruolo dell’AZRRI consiste nel collegare tradizione e conoscenze contemporanee e che la conservazione delle razze autoctone rappresenta una strategia a lungo termine per lo sviluppo delle aree rurali, ma anche una responsabilità dell’attuale generazione verso quelle future.

Nel prosieguo della conferenza si è svolta la tavola rotonda “Le razze autoctone come fondamento di prodotti distintivi”, al quale ha partecipato anche il presidente Boris Miletić, che in quell’occasione ha sottolineato come il successo dell’Istria si basi sull’eccellenza e su uno sviluppo chiaramente orientato.

“Come piccola regione, l’Istria è leader in Croazia nel branding dei prodotti perché insiste sulla qualità, il che porta a modelli economici più sostenibili”, ha dichiarato il Presidente della Regione, sottolineando al contempo la necessità di una migliore attivazione dei terreni agricoli statali e l’importanza di un approccio responsabile al mercato.

Il programma è proseguito con una presentazione introduttiva sulle esperienze di branding dei prodotti derivanti da razze autoctone e sui modelli regionali di sviluppo, seguita da una tavola rotonda dedicata al ruolo delle razze autoctone nella creazione di prodotti riconoscibili.  Nella seconda parte della conferenza l’accento è stato posto sulle esperienze pratiche di produttori e associazioni attraverso la tavola rotonda “Dall’allevamento al mercato”.
In tale occasione è stato presentato il nuovo progetto “Le strade delle razze autoctone dell’Istria”, un modello innovativo di collegamento tra allevamento e turismo, con l’obiettivo di promuovere ulteriormente le razze autoctone istriane e favorirne una maggiore visibilità e consumo attraverso l’offerta turistica.

Attraverso un approccio multidisciplinare, la conferenza ha affrontato temi quali i programmi di allevamento, la conservazione delle risorse genetiche, la valorizzazione economica dei prodotti e l’importanza della formazione e della promozione. È stato inoltre evidenziato come i risultati ottenuti finora grazie a questo modello siano già visibili attraverso la stabilizzazione e la crescita delle popolazioni delle razze autoctone e il loro sempre più forte posizionamento nell’identità dell’Istria.

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