Il presidente Miletić: Il presidente Miletić: le Decisioni di Pisino hanno tracciato a lungo termine la direzione dell’Istria e il luogo a cui appartiene
Il presidente della Regione Istriana Boris Miletić ha partecipato oggi alla seduta solenne del Consiglio cittadino della Città di Pisino, con la quale è stato celebrato l’83° anniversario dell’adozione delle Decisioni di Pisino, evento storico del 13 settembre 1943, quando furono adottate le decisioni con le quali fu espressa la volontà del popolo istriano di unirsi alla Croazia.
Alla seduta solenne, svoltasi presso la Casa memoriale, erano presenti anche il delegato del Presidente della Repubblica di Croazia e capo dell’Ufficio del Presidente della Repubblica di Croazia Orsat Miljenić, i deputati al Parlamento croato, la presidente del Consiglio cittadino di Pisino Jadranka Mrak, la sindaca di Pisino Suzana Jašić, la presidente dell’Unione delle associazioni degli antifascisti della Regione Istriana Ada Damijanac, il presidente dell’Associazione degli antifascisti di Pisino Milan Antolović, i rappresentanti delle altre associazioni degli antifascisti di tutta l’Istria e dell’Associazione dei difensori croati della Guerra per la Patria, i sindaci delle città istriane, i loro vice e delegati, i sindaci e le sindache dei comuni istriani, i presidenti e le presidenti dei consigli cittadini e comunali, nonché i rappresentanti dei comitati circondariali di Pisino, dei servizi statali e locali, delle istituzioni, dei tribunali, della polizia, dei partiti politici, della Chiesa e delle associazioni.
La seduta solenne è stata presieduta dalla presidente del Consiglio cittadino Jadranka Mrak, che nel suo discorso introduttivo ha ricordato le circostanze storiche nelle quali furono adottate le Decisioni di Pisino, mentre degli eventi storici che le precedettero ha parlato Milan Antolović, presidente dell’Associazione dei combattenti e degli antifascisti di Pisino, ricordando il prezzo pagato per conquistare la pace e la libertà e la responsabilità delle generazioni odierne di preservarle.
“Il mese di settembre è particolare per la nostra Regione a causa delle Decisioni di Pisino, che hanno tracciato a lungo termine la direzione dell’Istria e il luogo a cui appartiene. Nel suo intervento, il signor Antolović ha giustamente ricordato la Repubblica di Albona e la Rivolta di Proština, quindi avvenimenti risalenti a molto prima della Seconda guerra mondiale, quando la nostra gente, gli istriani, si ribellarono all’ingiustizia. Con questo, credo, abbia voluto dire che l’Istria è la culla dell’antifascismo, che in seguito si è diffuso in Europa. La nostra gente ha sempre saputo stare dalla parte giusta, ma ciò che allora rendeva particolare l’Istria, e di cui ancora oggi dobbiamo essere orgogliosi, è il fatto che riusciva a unire ciò che, apparentemente, poteva sembrare inconciliabile. Sono stati menzionati il clero e l’allora leadership, a partire da Tito. Sembra quasi impossibile conciliarli, ma l’Istria ci è riuscita perché erano in gioco i giusti valori», ha dichiarato il presidente Miletić.
Ha aggiunto di essere orgoglioso di ogni giornata che celebriamo in occasione delle date gloriose della Seconda guerra mondiale e delle nostre lotte antifasciste, così come di ogni giornata che qui, nella nostra Istria, celebriamo in occasione delle date gloriose della Guerra patriottica.
“Le associazioni degli antifascisti e le associazioni dei difensori croati lo fanno insieme e dobbiamo continuare su questa strada, perché questi sono oggi, nella nostra Istria, i valori che viviamo e non è facile ritrovarli in Croazia e, purtroppo, in Europa, verso la quale abbiamo guardato quasi con invidia per decenni, desiderando far parte di quel club europeo. Vediamo ciò che accade in Europa, per non parlare del mondo. E proprio per questo l’Istria è un esempio di come vivere, di come lavorare e, soprattutto, di come rispettare le persone. Perché in Istria le persone si sono trasferite e continuano a trasferirsi ancora oggi; alcuni lo fanno per propria scelta, mentre molti altri non per propria volontà, a causa delle condizioni economiche e, direi, della fame o, purtroppo, a causa di opinioni diverse. Per questo dobbiamo preservare tutto ciò e, di fronte a ogni, anche alla più piccola forma di violenza, sia essa su Internet, nel mondo virtuale, oppure verbale sotto forma di minacce e insulti, per non parlare di qualsiasi forma di violenza fisica, dobbiamo dire chiaramente che non c’è posto per tutto questo da noi, in Istria”, ha affermato il Presidente della Regione, invitando a preservare i valori istriani che i nostri nonni ci hanno tramandato.
“E così come abbiamo due inni, abbiamo anche il bilinguismo e i nostri dialetti. Tutto questo è la nostra Istria”, ha concluso con orgoglio il presidente Miletić.
La sindaca di Pisino Suzana Jašić ha iniziato il suo intervento ricordando Juraj Dobrila, Vladimir Gortan, Olga Ban, Ruža Petrović e Božo Milanović, persone accomunate dalla disponibilità ad agire e ad assumersi la responsabilità per la comunità, lottando per la libertà, l’istruzione, l’uguaglianza e la giustizia sociale. Parlando della società odierna, ha messo in guardia dalle divisioni e dalla “privatizzazione del patriottismo”, ovvero dall’appropriazione del diritto di stabilire per gli altri quanto amino il proprio Paese e quale sia la loro misura di patriottismo. Il patriottismo, ha sottolineato, è amore e fedeltà alla patria e alle persone che vi vivono, ma anche un contributo attivo alla comunità, la tutela del bene pubblico, il rispetto della conoscenza e dell’istruzione e la disponibilità a segnalare i problemi e a insistere affinché vengano risolti.
In qualità di delegato del Presidente della Repubblica di Croazia, alla seduta solenne era presente Orsat Miljenić, capo dell’Ufficio del Presidente della Repubblica di Croazia, il quale ha richiamato l’attenzione sulla prassi sempre più diffusa di classificare preventivamente le persone nello spazio pubblico in base a chi parla.
“Il diritto ad avere opinioni diverse è parte integrante di una società democratica, ma in essa non c’è posto per trasformare in nemici le persone solo perché la pensano diversamente”, ha dichiarato Miljenić.
Il programma solenne è stato arricchito dall’esibizione del Coro Cantus Populi, mentre Ana Ivetić, studentessa del Liceo e della scuola di abilitazione professionale Juraj Dobrila di Pisino, e Tena Mejak, alunna della Scuola elementare Vladimir Nazor di Pisino, hanno eseguito la poesia di Tin Ujević “Pobratimstvo lica u svemiru”.